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CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO ED AGRICOLTURA
CALTANISSETTA


2^ GIORNATA DELL’ECONOMIA
10 MAGGIO 2004


COMUNICATO STAMPA

Premessa

Disegnare la mappa dello sviluppo dell'Italia: è questo l'obiettivo della 2ª Giornata dell'Economia promossa da Unioncamere (Unione italiana delle Camere di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura) www.unioncamere.it , che si terrà il 10 maggio 2004 in contemporanea nelle 103 Camere di Commercio di tutta Italia.
Reti d'impresa, distretti, mercati internazionali, occupazione e formazione, infrastrutture, redditività delle imprese; partendo da questi temi, le Camere di Commercio fotografano il Paese in un resoconto ampio e dettagliato, arricchito da dati inediti ed aggiornati.
Quest'anno l’Unioncamere ha deciso di istituire 2 Premi: quello  per la giovane impresa innovativa e quello per l’impresa più longeva e di successo.

Il Premio Unioncamere per la giovane impresa innovativa

Il riconoscimento sarà assegnato alle 12 imprese italiane (le prime tre per ciascuno dei seguenti settori: Agricoltura, Artigianato, Industria, Commercio e Servizi), che siano nate negli ultimi 3 anni e che si siano distinte per la loro capacità di innovare e, nel contempo, di creare valore. Il 1° premio consisterà in una borsa di studio di un anno per un giovane ricercatore, che avrà la possibilità di effettuare uno stage presso l’azienda vincitrice.
Cos’è l’innovazione
L’innovazione, intesa come nuovo prodotto, processo o struttura, è qualcosa che cambia le regole, stabilisce nuovi confini, introduce qualcosa di non previsto, contemplato o conosciuto, cambia il modo in cui noi comprendiamo qualcosa e crea nuovo valore. L’innovazione consiste nel “trasformare una nuova idea in un valore aggiunto per il business”. A monte di tutto questo vi è la creatività, intesa come “una caratteristica di persone o di gruppi di persone che consente di generare invenzioni e innovazioni, e che consiste generalmente nella capacità di collegare cose già esistenti ma scollegate”. In un’ottica più ampia, l’innovazione è il risultato di un circolo virtuoso che si attiva tra diverse variabili, tra loro strettamente dipendenti: il Sistema Paese (di cui fa parte l’Unioncamere nazionale), il Sistema Impresa e il Valore.
E’ ormai innegabile che il collante dell’intero processo non può che essere di tipo culturale: l’innovazione diventa, cioè, un valore condiviso, ampiamente riconosciuto, sostenuto, difeso e rafforzato da ogni singolo elemento dell’ingranaggio. I temi legati all’Innovazione e Trasferimento Tecnologico sono stati ampiamente discussi in Italia negli ultimi 12 mesi, dopo che diversi rapporti hanno rilevato come in queste aree le condizioni in Italia siano carenti. Questo problema è di vitale importanza visto che la capacità di un Paese di innovare è strettamente legata alla competitività complessiva a livello di Sistema Paese.
Unioncamere ha già trattato il tema nel rapporto “Focus per 2003 - Innovazione e Trasferimento Tecnologico”, evidenziando gli interventi ritenuti necessari per migliorare la competitività delle imprese italiane.

Il Premio Unioncamere per l’impresa più longeva e di successo

Il riconoscimento verrà dato a 4 aziende italiane (una per ogni settore economico) con almeno 50 anni di vita, che presentino un ottimale stato di salute e che abbiano saputo creare valore nel tempo.
Solidità e longevità delle aziende
Il sistema industriale italiano, pur essendo caratterizzato da uno dei più alti tassi di imprenditorialità al mondo, è costituito prevalentemente da un tessuto di piccole e piccolissime aziende che molto spesso sono costrette a rimanere tali per poter essere flessibili, e quindi competitive, al fine di aggirare, laddove possibile, le rigidità e i vincoli del nostro sistema paese.
In un’ottica più allargata il modello italiano è caratterizzato oltre che da una forte presenza di piccolissime imprese, anche da poche imprese quotate e da pochissime grandi imprese, per lo più a controllo ristretto, che debbono confrontarsi costantemente con la concorrenza estera.
Nonostante i limiti del modello italiano, vi sono comunque elementi positivi che fanno ben sperare per il futuro. Di recente si stanno infatti manifestando cambiamenti importanti, quali l’emergere di imprese leader all’interno dei distretti, l’aumento dell’importanza dei processi di delocalizzazione di intere fasi della produzione, la capacità di individuare e di sfruttare nuovi spazi sui mercati emergenti (es. Europa dell’Est, Paesi asiatici, ecc.), così come la capacità della piccola e media impresa di realizzare forme di internazionalizzazione intermedia basate su accordi e partnership a livello commerciale e tecnico.
La sfida dei mercati sempre più globali ed integrati impone che le aziende che vogliano continuare ad avere successo siano in grado di compiere un salto di qualità distintivo, anche a livello dimensionale. Ma per far questo le aziende devono poter contare su una condizione necessaria che sta alla base di tutto e che rappresenta una leva strategica e competitiva fondamentale: la solidità.
Per solidità (di tipo finanziario) si intende la capacità dell’azienda di perdurare nel tempo, fronteggiando eventi esterni (ad es. alcune fasi di grande sviluppo del mercato di riferimento) o eventi interni (ad es. stretta creditizia e incremento del costo dei finanziamenti). In altre parole, la solidità dell’impresa è un indicatore rilevante e significativo dello “stato di salute” dell’azienda stessa e ne garantisce la longevità.
In conclusione, il tema della longevità non deve quindi essere interpretato e valutato semplicemente in relazione all’anno di fondazione (numero di anni di presenza sul mercato) da parte dell’azienda in questione, che rappresenta senza dubbio un aspetto cruciale, ma non l’unico in termini di rilevanza strategica.
Occorre infatti valutare attentamente, in un’ottica più allargata, lo “stato di salute” di un’impresa, inteso come livello di solidità finanziaria, che rappresenta la condizione portante per garantire il successo, il futuro, la creazione di valore nel medio-lungo termine dell’impresa stessa e ne assicura conseguentemente la longevità.  

Il termine ultimo per le candidature ai due premi Unioncamere è scaduto il 16 aprile 2004.


La Provincia di Caltanissetta.

L’Innovazione e il trasferimento tecnologico  

A proposito di innovazione è già stato affermato che è ormai innegabile che il collante dell’intero processo non può che essere di tipo culturale: un valore condiviso, ampiamente riconosciuto, sostenuto, difeso e rafforzato. Al riguardo, si rileva che, nonostante i passi da gigante compiuti nel settore del progresso tecnologico a livello mondiale, l’Italia resta ancora uno Stato in cui si ricorre poco al brevetto per invenzione industriale, anche se è noto che molte idee che hanno rivoluzionato la vita dell’uomo sono state partorite proprio dal genio italiano. Quindi, attualmente i nostri sistemi produttivi utilizzano spesso tecnologie sviluppate da imprese estere, con conseguenti oneri derivanti dai diritti di sfruttamento di brevetti (royalties).
Anche in provincia di Caltanissetta, sono ancora poche le imprese che vivono di “tecnologia propria”. Al riguardo, questa Camera di Commercio ha cercato di dare impulso alla diffusione della cultura del progresso tecnologico istituendo il Centro di Informazione Brevettuale PATLIB Sicilia, in collaborazione con il Ministero delle Attività Produttive e l’Ufficio Europeo dei Brevetti. Il servizio continua sempre più a stimolare la creatività di “imprenditori” e “non imprenditori” che ormai affluiscono  numerosi per brevettare le proprie invenzioni. Nell’anno 2003 sono state depositate 60 nuove domande di brevetto, il 100% in più rispetto all’anno scorso; un dato interessante, se si considera che prima del 2000 venivano depositate al massimo 10 domande all’anno. Molte di queste invenzioni potrebbero avere immediata realizzazione, ma l’aspetto finanziario frena spesso l’entusiasmo e tutto continua a “segnare il passo” in attesa di un momento propizio.

Popolazione e territorio

Caltanissetta, con circa 272.000 abitanti, è fra le province meno popolose della Sicilia e presenta una struttura insediativa a bassa densità demografica (127,9    abitanti per kmq contro i 190,2 dell'Italia). I 9/10 del territorio sono collinari, vi si     distribuiscono 22 comuni in più di 96.000 famiglie il cui numero medio di componenti     è pari a 2,83 contro i 2,89 del Mezzogiorno e i 2,62 dell'intero Paese. La provincia nissena è tra le più urbanizzate della penisola, il 67,8% della popolazione risiede in comuni con più di 20.000 abitanti, e tende all'aumento nel decennio precedente. La popolazione è più giovane che in Italia, con una percentuale di individui di età inferiore ai 14 anni pari al 19,2%, mentre gli anziani assorbono una quota pari al 15,8%. L'elevata migrazione che negli anni precedenti aveva contratto il numero di     individui in età lavorativa, negli ultimi due anni, sembra ripresa: il saldo demografico infatti è nuovamente in passivo con un valore tra i più negativi del Paese. Modestissima è la presenza di  stranieri nella provincia: con appena 511 stranieri ogni 100 mila abitanti (per l'89,1% extracomunitari), Caltanissetta si colloca infatti in 99-esima posizione nella relativa graduatoria decrescente.

Tessuto imprenditoriale

La struttura produttiva della provincia nissena (circa 22.500 imprese, 83-esima in Italia, e 73-esima per densità imprenditoriale con 8,2 imprese ogni 100 abitanti) risulta caratterizzata dalla piccola dimensione aziendale. In particolare il 97,6% delle imprese nissene hanno a libro paga meno di 10 addetti e più in particolare  rilevante appare l'incidenza delle imprese fino a due addetti che costituiscono il     decimo valore più rilevante del Paese. Le risorse di rilievo per l'economia provinciale sono da un lato l'agricoltura (31,9% del totale delle aziende a fronte del 20,4 nazionale) e dall'altro il commercio che costituisce circa il 31% dell'imprenditoria locale (secondo valore regionale e 22° nazionale). Marginale appare il peso dell'artigianato sul tessuto economico locale che fa di Caltanissetta l'ottava minore vocazione artigiana del Paese con una quota pari al 19,1%. La crescita del numero di imprese nel 2002 è stata pari all'1,9%, dato decisamente inferiore al 3,7% della regione e della ripartizione e al 2,5% dell'intero Paese. La dinamica imprenditoriale modesta di Caltanissetta è da imputare ad un tasso di natalità (9,1%) che rappresenta il 70° valore nazionale e da una mortalità (7,3%) di poco superiore al valore medio italiano. Come per altre realtà siciliane, piuttosto consistente risulta la     quota di ditte individuali: con una percentuale del 73,1%, la provincia si piazza al 20° posto nella relativa graduatoria.

Mercato del lavoro

Il dato saliente di un mercato del lavoro in cui si conferma fondamentale la    componente dei lavori dipendenti (73,5% degli occupati) è la brusca frenata nella    lotta alla disoccupazione. La situazione del mercato del lavoro nisseno, esaminata     sotto la luce del livello di inoccupazione, mostra come dopo un periodo coincidente  con la fine degli anni 90 in cui si è assistito ad un buon recupero (passando dal   25% del 1995 al 20,8% del 2000) ha fatto seguito nel 2001 una brusca frenata che ha fatto risalire il livello di questo indicatore fino al 22,6%, stesso valore che assume nel 2002 (sesto peggior dato nazionale). Spaccando questo dato per classi di età, si può notare come il disagio occupazionale riguardi un po' tutte le classi: i livelli di disoccupazione sono tutti superiori al dato nazionale e sono tali da collocare Caltanissetta entro le prime 10 posizioni nelle relative graduatorie. La quota di lavoro irregolare è pari al 33,2%, dato inferiore di circa 5 punti percentuali rispetto alle altre province siciliane ma nettamente più elevato del corrispondente valore nazionale (22,6%). Le prospettive per l'immediato futuro sembrano far prevede un rilancio immediato dell'occupazione locale. Secondo le risultanze     dell'indagine Excelsior-Unioncamere il numero di occupati nel settore privato nel  2003 è destinato a crescere del 5%, nona miglior variazione positiva del Paese.

Risultati economici

Il contributo della provincia nissena alla formazione del valore aggiunto nazionale è esiguo ed in assoluto tra i più bassi della penisola, appena lo 0,28%, in diminuzione rispetto allo scorso anno. Relativamente al valore pro-capite (circa 12 mila euro) si riscontra una situazione non molto brillante che colloca Caltanissetta in quartultima posizione nella graduatoria nazionale, con un livello inferiore sia al dato del  Mezzogiorno (13.799 euro), sia a quello italiano che è di oltre 20 mila euro. In compenso, nell'intervallo 1995-2001, il valore aggiunto della provincia è cresciuto più del dato nazionale dell'1,3%. L'incidenza del reddito prodotto dall'artigianato sul totale (8,4%) è superiore al valore regionale (5,9%), ma inferiore alla media  nazionale (10,5%). I settori che contribuiscono di più alla composizione del  prodotto interno sono l'agricoltura, in particolare con le coltivazioni erbacee     (58,3%, 13° valore nazionale) ed il settore che riguarda il credito ed altre attività immobiliari (24,6%), in particolare aumento nel periodo 1991/1998.

Apertura mercati

Per quanto riguarda gli scambi con l'estero la situazione non appare particolarmente splendente. La provincia, infatti, nel 2002 ha esportato merci per un valore complessivo di circa 250 milioni di euro (di cui il 60% commerciati con l'Europa, ed  in particolare con l'Unione Europea, il 15,2% con l'America ed il 14,9% con l'Asia),  risultando l'89-esima provincia italiana nella relativa graduatoria. L'ammontare delle  importazioni, invece, ha superato quota 630 milioni di euro (il 54,5% provenienti     dall'Europa, il 33,5% dall'Africa ed il 10,1% dall'Asia), collocando Caltanissetta al  69-esimo posto tra le province italiane. La propensione all'export è piuttosto bassa  (11,5 - 23,9 indice nazionale), di poco superiore al dato regionale mentre, il tasso  di apertura (36,2), più alto di quello regionale e del Mezzogiorno, è di molto inferiore al tasso di apertura italiano (47). L'export si riferisce principalmente a prodotti  petroliferi raffinati (la provincia è infatti quarta nella relativa graduatoria), che  assorbono oltre il 60% del monte esportazioni, seguiti dai prodotti chimici di base (20,8%). Come per altre realtà siciliane, tra i prodotti acquistati maggiormente dall'estero, ritroviamo al primo posto proprio i prodotti petroliferi raffinati (59,7%)  seguiti dal petrolio greggio e gas naturale che costituiscono il 31,4% dell'import complessivo. Il panorama dei principali mercati oggetto di transazioni commerciali vede al comando la Spagna, sul fronte delle esportazioni, che assorbe il 27,7%  dell'export della provincia e gli Stati Uniti con una quota del 15,1%. Per quanto riguarda le importazioni, il panorama si presenta complessivamente simile ad un'altra provincia siciliana, Messina. Al primo posto troviamo la Russia (22,9%) seguita da Egitto (19,1%), Ucraina (14,6%), Libia (12,6%) e Siria (5,6%). Al sesto posto    troviamo l'Azerbaigian che, rispetto al 2001, guadagna ben 60 posizioni.

Tenore di vita

Il tenore di vita della provincia appare molto contenuto. In termini di reddito pro-capite, è la provincia con la minore disponibilità di reddito per abitante in Italia con soli 9.104 euro a fronte degli oltre 15 mila nazionali. Altrettanto si può dire riguardo ai consumi finali interni pro-capite pari a 9.117 euro contro i 9.964 del Mezzogiorno ed i 12.956 dell'Italia; in tale classifica Caltanissetta si colloca appena in 99-esima posizione. Da rilevare che la quota dei consumi destinata alle spese di tipo non alimentare risulta molto contenuta (78,1% a fronte dell'83,5% dell'Italia, 99-esimo posto). Il consumo di carburante è basso in valore assoluto, infatti la provincia si posiziona al terzultimo posto per consumo di benzina pro-capite (0,18 tonnellate annue); la percentuale di benzina senza piombo richiesta sul mercato nisseno (76%) è quasi al livello del Mezzogiorno (76,4%) ma è al di sotto del dato nazionale (81,7%). Caltanissetta, infine, occupa il 77-esimo posto nella graduatoria del consumo per residente di energia elettrica per usi domestici ed è sempre nelle posizioni di coda in un set di indicatori legati al possesso e all'utilizzo degli autoveicoli relativizzati con le dimensioni provinciali (ad esempio numero di veicoli circolanti, autoveicoli di grossa cilindrata e così via).

Competitività del territorio

Caltanissetta, nonostante sia il baricentro geografico siciliano, non riesce ad     assolvere l'ideale funzione di collegamento trasportistico della regione. Il territorio provinciale è sprovvisto infatti di aeroporti e l'unico importante scalo marittimo è il porto di Gela, specializzato però unicamente nella movimentazione dei prodotti petroliferi. Strade e ferrovie sono al di sotto delle esigenze provinciali. Deficitarie     sono anche le infrastrutture idriche, delle telecomunicazioni ed in generale dei servizi alle imprese. L'indice generale di infrastrutture economiche e sociali sconta tali mancanze, presentando un valore molto inferiore a quello nazionale. Il valore del rapporto fra sofferenze bancarie sul totale degli impieghi (12,5) è minore di quello della Sicilia (14,3), ma nettamente superiore al dato medio nazionale (4,5). Il  rapporto fra numero dei protesti su popolazione (2.997 ogni 100 mila abitanti) è     favorevole rispetto al valore regionale ed anche al dato italiano. Particolarmente bassa, infine, è la quota di imprese fallite (0,08%), decimo valore meno elevato del Paese.

Contesto sociale

La diffusione delle stampe vede la provincia posizionarsi penultima fra le 103 province italiane; ogni mille abitanti vi sono 12,7 copie, di cui il 75% sono di quotidiani (23,9 stampe in Sicilia - 49,9 in Italia). La provincia, secondo il Censis, è penultima in Italia per la presenza di crimine associato; il valore del rapporto fra i delitti denunciati e la popolazione, rispetto al valore della Sicilia e del Mezzogiorno,     è favorevole alla provincia, con una percentuale di furti e rapine (42,6%) inferiore di quasi 20 punti percentuali a quella nazionale. E' tuttavia piuttosto considerevole il numero di minori di diciotto anni denunciati ogni 100.000 abitanti (30 a Caltanissetta - 33,7 in Sicilia e 27,5 nel Mezzogiorno). Basso è il numero di incidenti stradali ogni mille abitanti (1,9, contro il 4,1 nazionale), ma sale la percentuale di  incidenti mortali sul totale degli incidenti (3,9% - 2,6% Italia). La percentuale di     decessi per tumore è tra le più basse d'Italia (22,7%). Caltanissetta infine è prima fra le 103 province nazionali per recapito lettere nella stessa città entro il giorno successivo a quello della spedizione.

Qualità della vita

La qualità della vita nel nisseno, come nelle limitrofe realtà ennese ed agrigentina, è molto bassa. Il Sole 24 Ore la pone in 99-esima posizione nella graduatoria delle 103 province italiane, Italia Oggi in 78-esima mentre, più generosa è Legambiente che la colloca al 38° posto con un guadagno di 13 posizioni rispetto al 2002. Sono solo 2 i comuni in cui sono stati rilevati rischi sismici, mentre il 35,9% della popolazione abita in comuni con disagi di natura insediativi che sono 17.

Fonte dei dati pubblicati: Unioncamere

Presso la CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO ED AGRICOLTURA DI CALTANISSETTA sono disponibili, altresì, altri dati statistici riferiti alla Provincia di Caltanissetta, non riportati nel presente Cominicato Stampa.


                                                                                                             IL PRESIDENTE (Michele PERNACI)

Per ulteriori informazioni:

CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO ED AGRICOLTURA DI CALTANISSETTA
Ufficio Statistica
Corso Vittorio Emanuele, 38
- Dott.ssa Rosalba FERRARA –     tel/fax 093422151
e-mail rosalba.ferrara@cl.camcom.it
- Sig.Giovanni SAVARINO –  tel 0934530623
e-mail giovanni.savarino@cl.camcom.it