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Sanzioni

Il ritardato od omesso pagamento del diritto annuale comporta sanzioni amministrative.
Tuttavia, il contribuente che non ha provveduto al pagamento nei termini fissati dalla legge può sanare spontaneamente la violazione commessa, beneficiando di riduzioni automatiche sulle misure minime delle sanzioni applicabili ai sensi del D.Lgs. 472/97.
L’articolo 13 del decreto prevede, infatti, il “ravvedimento operoso”, cioè l’applicazione di una sanzione ridotta, nel caso in cui “la violazione non sia stata contestata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidamente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza”.
L’istituto del ravvedimento operoso si applica al diritto annuale camerale così come previsto dalla circolare n.3568 del 24.11.2003. http://www.cameradicommercio.it/dirittoannuale/circolare_3568_C.htm

Ravvedimento operoso omessi versamenti
(circ. del 16 dicembre 2003)

    Come si calcola: (vedasi anche istruzioni scaricabili in fondo pagina)

    Prima di esaminare la procedura di regolarizzazione è utile mettere in evidenza che l'istituto del ravvedimento riguarda diverse tipologie di violazioni raggruppabili nelle seguenti fattispecie:
omessa presentazione della dichiarazione annuale: in questa ipotesi la violazione è ravvedibile mediante presentazione della dichiarazione, entro 90 giorni dal termine di presentazione previsto, e contestuale pagamento della sanzione minima (pari ad € 258) ridotta ad 1/8, cioè pari ad € 32 (con arrotondamento per troncamento);
• violazioni di natura formale: è utile ricordare che l'articolo 7 del D.Lgs. 32/2001 ha espressamente abrogato il comma 4 dell'articolo 13 del D.Lgs. 472/97, che consentiva, in presenza di violazioni 'meramente formali' (e cioè che non incidevano sulla determinazione della base imponibile, dell'imposta e sul versamento del tributo e allo stesso tempo non arrecavano pregiudizio all'attività di controllo) di ravvedersi entro 3 mesi dalla violazione senza applicazione di sanzioni. Con la soppressione di tale disposizione alcune violazioni formali, che arrecano pregiudizio all'attività di controllo (e che, quindi, come evidenziato nella C.M. 77/2001, non sono collocabili tra le violazioni 'meramente formali') rientrano tra quelle violazioni ravvedibili mediante presentazione di una dichiarazione integrativa, da redigere su modello conforme a quello approvato, e mediante il pagamento della sanzione ridotta;
• violazioni di natura sostanziale: si tratta di violazioni relative alle dichiarazioni validamente presentate (comprese quelle presentate con ritardo non superiore a 90 giorni) che possono essere regolarizzate mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa entro il termine valido per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ed al contestuale pagamento del tributo dovuto, degli interessi moratori e della sanzione in misura ridotta;
• violazioni relative al pagamento del tributo: in caso di omesso versamento del tributo, anche a titolo di acconto, ci si può ravvedere pagando l'imposta dovuta, gli interessi moratori (calcolati al tasso legale con maturazione giornaliera a decorrere dal giorno in cui il versamento doveva essere effettuato e fino al giorno in cui lo stesso viene eseguito) e la sanzione in misura ridotta.

Violazioni relative al pagamento del tributo

    L'omesso o insufficiente versamento delle imposte o delle ritenute dovute entro il 16 dicembre 2003 può essere regolarizzato eseguendo, entro 30 giorni dalla commissione della violazione o entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione, il pagamento contestuale del tributo, degli interessi moratori e della sanzione ridotta. Dalla Circolare n. 180/E del 10 luglio 1998 si evince che il termine 'contestualmente' non sta ad indicare che tutte le incombenze debbano essere eseguite nel medesimo giorno.
Tuttavia, nel caso in cui l'imposta venga versata entro trenta giorni dalla violazione, ma i relativi interessi o la sanzione vengano corrisposti entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è commessa la violazione stessa, la riduzione della sanzione sarà pari ad 1/5 e non ad 1/8. Inoltre la stessa circolare precisa che in mancanza anche di uno solo dei citati pagamenti il ravvedimento non ha efficacia.
    Pertanto, il contribuente che intende regolarizzare un omesso versamento dovrà contestualmente versare:
         l'imposta dovuta;
         gli interessi moratori commisurati all'imposta non versata;
         la sanzione ridotta.

    Per quanto riguarda l'imposta da versare si fa riferimento a quella dovuta nei termini ordinari (16 dicembre 2003) e non versata del tutto o in parte.
    Gli interessi moratori devono essere calcolati, commisurandoli all'imposta non versata, al tasso legale annuo con maturazione giornaliera dal giorno di scadenza del termine (16 dicembre 2003) al giorno in cui viene eseguito il versamento.
    Si precisa che a decorrere dal 1° gennaio 2004 la misura del tasso di interesse legale di cui all'articolo 1284 del Codice Civile è fissata al 2,5% in ragione d'anno (D.M. 1° dicembre 2003, articolo 1), con una riduzione dello 0,5% rispetto al tasso in vigore fino al 31 dicembre 2003, pari al 3%.
    Si riporta l'evoluzione dei tassi legali da considerare ai fini della determinazione degli interessi moratori:





TASSI DI INTERESSE LEGALE

            dal                       al            Tasso d'interesse legale            Disposizione normativa

         16.12.1990                    31.12.1996       10%               Legge 26 novembre 1990, n. 353 - art. 1
         01.01.1997                    31.12.1998         5%               L.23 dicembre 1996, n. 662 - art.2, c.185
         01.01.1999                    31.12.2000      2,5%               D.M. 10 dicembre 1998 - art. 1
         01.01.2001                    31.12.2001      3,5%               D.M. 11 dicembre 2000 - art. 1
         01.01.2002                    31.12.2003         3%               D.M. 11 dicembre 2001 - art. unico
         01.01.2004                                            2,5%               D.M. 1° dicembre 2003 - art. 1


    In via generale l'importo degli interessi si determina attraverso la formula della 'capitalizzazione semplice' come di seguito indicato:

     Interessi moratori =  Ammontare tributo non versato x tasso legale annuo x n° giorni 365

    In particolare, in caso di regolarizzazione effettuata a decorrere dal 1° gennaio 2004, gli interessi dovranno essere calcolati applicando:

         il tasso del 3% fino al 31 dicembre 2003;
         il tasso del 2,5% dal 1° gennaio 2004.

    Pertanto, per determinare l'importo degli interessi dovrà essere applicata la seguente formula:

     Interessi moratori = (C x 0,03 x t) + (C x 0,025 x t1) = C (0,03 x t + 0,025 x t1)
                                             365                      365                                365


    C = ammontare dei tributi non versati nei termini

    t = numero dei giorni che intercorrono dal giorno successivo a quello di scadenza fino al 31 dicembre 2003 compreso

    t1 = numero dei giorni che intercorrono dal 1° gennaio 2004 al giorno in cui si esegue il versamento

    Pertanto in caso di regolarizzazione dell'omesso o insufficiente versamento delle imposte o delle ritenute dovute entro il 16 dicembre 2003, effettuata successivamente al 31 dicembre 2003, l'importo degli interessi si calcola attraverso la
    seguente formula:

     Interessi moratori = C (0,03 x 15 + 0,025 x t1) = C (0,45 + 0,025 x t1)
                                                       365                                   365


    C = ammontare dei tributi non versati nei termini

    t1 = numero dei giorni che intercorrono dal 1° gennaio 2004 al giorno in cui si esegue il versamento

  
L'ammontare della sanzione ridotta sarà pari al:

* 3,75% (ossia 1/8 della sanzione minima pari al 30%) dell'imposta non versata, se la regolarizzazione avviene entro 30 giorni dalla violazione (cosiddetto ravvedimento breve);
*  6%   (ossia 1/5 della sanzione minima pari al 30%) se la regolarizzazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione o, se non è prevista la dichiarazione periodica, entro un anno dalla violazione (cosiddetto 'ravvedimento lungo').

    Conversione in Euro delle sanzioni espresse in Lire a decorrere dal 1° gennaio 2002 ogni sanzione amministrativa espressa in Lire è convertita in Euro, secondo il tasso di conversione stabilito (1 Euro = Lire 1936,27).
    Se il risultato della conversione dà luogo ad un importo espresso anche con decimali (ad esempio Lire 500.000 = € 258,23) lo stesso deve essere arrotondato per troncamento, eliminando i decimali (ad esempio € 258,23 diventa € 258,00), così come previsto dall'articolo 51 del D.Lgs. 213/1998.

Esempio n. 1

    Il contribuente Andrea Verdi ha omesso il versamento delle ritenute su reddito di lavoro autonomo per un importo di € 8.000,00 dovuto entro il 16 dicembre 2003, e intende regolarizzare la propria posizione. Ai fini del ravvedimento dovrà versare le ritenute non versate, gli interessi legali maturati giornalmente e la sanzione pari al 3,75%, se il pagamento avviene entro il 15 gennaio 2004, o al 6%, se il pagamento avviene oltre il 15 gennaio 2004 ma entro il termine di presentazione
della dichiarazione dei sostituti d'imposta (Modello 770) relativa all'anno 2003.
    Se il contribuente intende effettuare il ravvedimento in data 12 gennaio 2004, ai fini della regolarizzazione dovrà versare:
le ritenute non versate pari a € 8.000,00 utilizzando il codice tributo 1040;
gli interessi moratori per un importo di € 16,44 (da indicare, cumulativamente alle ritenute, con codice tributo 1040) calcolati secondo la seguente formula:

          Interessi moratori = € 8.000,00 (0,45 + 0,025 x 12) = € 16,44
                                                                        365

           le sanzioni per un importo pari a € 300,00 (€ 8.000,00 x 3,75%) con codice tributo 8906.

    L'importo complessivo che il contribuente dovrà versare per regolarizzare la sua violazione sarà, quindi, pari ad € 8.316,44 (8.000,00 + 16,44 + 300,00) di cui € 8.016,44 dovranno essere versati con il codice tributo 1040 ed € 300,00 con il codice tributo 8906.

Esempio n.1 modello F24

    Con riferimento all'esempio n. 1, nell'ipotesi in cui il contribuente opti per il ravvedimento lungo e regolarizzi, per esempio, la violazione commessa, in data 20 aprile 2004, gli importi da versare saranno i seguenti:

         ritenute non versate pari a € 8.000,00;
         Interessi moratori = € 8.000,00 (0,45 + 0,025 x 111) = € 70,68
                                                                      365
      
sanzioni pari ad € 480,00 (8.000,00 x 6%) con codice tributo 8906.

    L'importo complessivo che il contribuente dovrà versare per sanare la propria violazione sarà, quindi, € 8.550,68 (€ 8.000,00 + € 70,68 + € 480,00) di cui € 8.070,68 dovranno essere versati con il codice tributo 1040 ed € 480,00 con il codice tributo 8906.

Esempio n.2 modello F24

Esempio n. 3

    Andrea Verdi, contribuente Iva mensile, ha effettuato, in data 12 dicembre 2003, un versamento Iva pari a € 11.000 in misura insufficiente rispetto all'imposta complessivamente dovuta, pari ad € 15.000, risultante dalla liquidazione del mese di novembre 2003.
Tale contribuente intende regolarizzare la propria violazione mediante ravvedimento, integrando il versamento in data 5 gennaio 2004. Gli importi da versare saranno i seguenti:

         Iva dovuta e non versata, per un importo pari ad € 4.000 (€ 15.000 - € 11.000), utilizzando il codice tributo 6011;
interessi moratori, per un importo di € 6,30 (da indicare cumulativamente all'Iva dovuta con codice tributo 6011) calcolati nel modo seguente:
          
Interessi moratori = 4.000 (0,45 + 0,025 x 5) = € 6,30
                                                       365

sanzione, per un importo pari a € 150 (€ 4.000 x 3,75%), utilizzando il codice tributo 8904.

    L'importo complessivo che il contribuente dovrà versare per sanare la propria violazione sarà, quindi, € 4.156,30 (€ 4.000 + € 6,30 + € 150) di cui € 4.006,30 dovranno essere versati con il codice tributo 6011 ed € 150 con il codice tributo 8904.

Esempio n. 3 modello F24

    Esempio n. 4

    Con riferimento all'esempio n. 3, nell'ipotesi in cui il contribuente intenda ravvedersi nel termine lungo e proceda alla regolarizzazione in data 18 maggio 2004, gli importi da versare saranno i seguenti:

         Iva non versata pari ad € 4.000 (€ 15.000 - € 11.000);
         Interessi moratori = € 4.000,00 (0,45 + 0,025 x 139) = € 43,01;
                                                                        365
         sanzione pari ad € 240,00 = (€ 4.000 x 6%), utilizzando il codice tributo 8904.

    L'importo complessivo, quindi, che il contribuente dovrà versare per regolarizzare la propria violazione sarà pari ad € 4.283,01 (€ 4.000,00 + € 43,01 + € 240,00) di cui € 4.043,01 dovrà essere versato con il codice tributo 6011 ed € 240,00 con il codice tributo 8904.




Per le società di capitali occorre contattare la Camera di commercio competente.
  
 Comunicato stampa del 20 maggio 2005
 Decreto Ministeriale 28 marzo 2006 - Diritto Annuale 2006
 Decreto Ministeriale n54 del 2005
 Circolare Ministeriale 3587 del 2005 sulle sanzioni
 Massima della Corte d'Appello di Caltanissetta - Legittimita del Diritto Annuale
 Sentenza Corte di Appello Caltanissetta 175 del 2006 - FAVOREVOLE
 Modello Richiesta sgravio
 Modello Richiesta rimborso diritto annuale